Ho sonno ma non voglio dormire

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Una delle difficoltà che spaventano, a ragione, i genitori di tutte le età, riguarda l’irregolarità del ritmo sonno-veglia dei loro bimbi. Le cause possono essere di varia natura: medica (assunzione di determinati farmaci, dolori ecc.) o comportamentale (scarsa igiene del sonno, associazioni negative con il sonno ecc.). In particolare, nei  bambini più piccoli, si presenta il “rifiuto” di andare a dormire e la difficoltà ad addormentarsi autonomamente (senza l’intervento dei genitori) durante i risvegli notturni.

Possiamo distinguere diversi tipi di insonnia.

  • Insonnia comportamentale infantile, definita come una difficoltà ad iniziare e/o mantenere il sonno, ha origine da comportamenti errati appresi dal bambino.Ne possiamo distinguere due categorie:
  • Disturbo da inizio del sonno per associazione: riguarda bambini molto piccoli che si addormentano solo in presenza di determinate circostanze (con i genitori, usando il biberon, ecc.) e che durante i loro frequenti risvegli notturni non si riaddormentano se tali circostanze non sono ripristinate.
  • Disturbo da inadeguata definizione del limite: si caratterizza per il rifiuto, da parte del bambino, di andare a dormire all’orario stabilito, determinando un ritardo nell’orario di addormentamento e quindi una ridotta durata totale del sonno. Alla base del disturbo vi è generalmente una difficoltà da parte dei genitori di stabilire delle regole funzionali  all’addormentamento.

Inoltre, un bimbo che non dorme, determina problemi di insonnia anche nel genitore, questo crea malumori e nervosismi in casa, per cui è utile in questi casi, un intervento tempestivo al fine di ripristinare il normale ritmo sonno/veglia.

Veniamo ora alle possibili strategie:

Per migliorare il sonno del vostro bambino è spesso sufficiente intervenire sulle abitudini di vita e sui fattori ambientali come il rumore circostante, la temperatura o la luce della stanza, e applicare i principi di igiene del sonno, ad esempio aiutandolo ad associare il sonno con il suo lettino e mantenendo costanti gli orari di addormentamento e risveglio.

Uso di un oggetto transizionale: addormentarsi è un passaggio fra due diversi stati, la veglia e il sonno. I bambini possono farsi aiutare ad affrontare questo passaggio da alcuni oggetti; i giocattoli che portano a letto diventano dunque oggetti significativi che danno sicurezza nel momento di lasciarsi andare e “perdere il controllo” della situazione. Ricordiamo a tal proposito che l’addormentamento rappresenta una piccola ‘separazione’, seppur minima, dalla realtà circostante e da ciò che è familiare.

La stessa funzione rassicurante può essere svolta anche dai rituali che spesso accompagnano il momento di andare a letto: la fiaba, la ninna nanna, ma anche il bicchiere d’acqua, il bacino della buona notte o le rassicurazioni, a volte ripetitive, che i bambini richiedono.

È opportuno, come per tutti gli altri aspetti della crescita, accompagnare l’evoluzione del sonno del bambino ponendoci in una posizione elastica, ma fungendo al tempo stesso da elemento regolatore.

Come per gli altri comportamenti, infatti, fornire un confine e dare una regolarità alle abitudini rispetto al sonno aiuta il bambino a sentirsi contenuto e protetto, come se interiorizzasse che sarà al sicuro anche se ‘perde il controllo’.

E’ altrettanto utile chiedersi sempre, di fronte ad una modifica delle abitudini, quale possa essere un eventuale nuovo elemento di ‘disturbo’ (un passaggio? una nuova esperienza? un evento inatteso?); qualora tali difficoltà dovessero permanere a lungo nel tempo o assumere dimensioni incontrollabili tanto da ostacolare il sereno svolgersi della quotidianità e della famiglia, o anche soltanto se i genitori dovessero sentirsi stanchi, confusi e senza risorse, potrà essere utile consultare uno psicologo dell’età evolutiva che li aiuti ad analizzare meglio la routine, le cause e le modalità o strategie da attuare per affrontare la situazione.

 

Bibliografia:

Insonnia del bambino

Bruni O., Uggeri G., Novelli L. L’insonnia in età evolutiva. Sonnomed. Vol 1, 4: 19-24. 2008

Bruni O, Novelli L. Berillo L, Del Pozzo M, Forlani M. Insonnia in età pediatrica. Il Medico Pediatra 3: 33-38. 2010

Perlis M, Aloia M, Kuhn B. Trattamenti comportamentali per i disturbi del sonno. Giovanni Fioriti ed. pp. 258-312. 2015.

http://www.ospedalebambinogesu.it/difficolta-del-sonno-dei-bambini#.WZWJbNX1D1U


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