Affido extrafamiliare

Affido extrafamiliare

Vi sono nuclei familiari che attraversano momenti di particolare disagio e difficoltà, i quali, tuttavia, non si concretizzano in una forma di totale abbandono morale e materiale dei figli, gestibili attraverso l’ affido extrafamiliare.

A tal proposito dunque, si possono identificare tre tipi di affidamento extrafamiliare a scopo educativo:

  • Affidamento per un periodo breve o prestabilito. L’inserimento in una nuova famiglia appare utile per una necessità transitoria dei genitori naturali (es. ricovero del padre o della madre, ecc.). In questo caso pare opportuno trovare una famiglia già conosciuta dal minore, possibilmente tra parenti o vicini di casa, in modo che egli non subisca traumi. Durante tutto il periodo di affidamento, deve essere mantenuto un costante rapporto con la famiglia d’origine. Il bambino od il ragazzo temporaneamente affidato rientrerà tra i suoi genitori non appena la situazione di bisogno si sarà risolta.
  • Affidamento a tempo determinato. Si verifica quando non è praticamente possibile stabilire a priori la durata dell’affidamento. Durante l’affidamento (es. in case famiglia) sono conservati i rapporti del minore con la sua famiglia d’origine, salvo diverso provvedimento dell’autorità giudiziaria. In questo caso, l’affidamento può concludersi o con il ritorno del minore nella famiglia d’origine o con l’inserimento sociale dell’affidato. In alcuni casi può succedere che l’affidamento si concluda con un’adozione.
  • Affidamento per una parte della giornata o della settimana. Per motivi di lavoro di uno o dei due genitori o per altre cause che impediscono la presenza costante dei familiari accanto ai bambini e il loro impegno per assicurare il mantenimento, l’educazione e l’istruzione, viene applicato tale provvedimento. Le motivazioni degli affidamenti avviati con il consenso delle famiglie d’origine, sono riconducibili a: – disgregazione familiare (con problemi del genitore rimasto); – ricoveri ospedalieri e malattie fisiche a lunga degenza; – precarietà lavorativa (turni di lavoro con orari disagiati); – carenze abitative (sovraffollamento, degrado).

Fonte:
http://www.aipgitalia.org/media/pdf/AdamoLiveraniTomeo-Validitagenitorialeinsensopsicologicoegiuridico.pdf

 


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